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L'università vive una stagione di profonda incertezza circa il proprio destino. Per mesi i giornali l'hanno dipinta esclusivamente come un luogo di privilegi e di sprechi (che peraltro non mancano). È stata così spianata la via agli interventi “punitivi” del Governo, ispirati alla logica del massimo risparmio e delle esigenze di cassa. I pesanti tagli imposti dal Ministero dell'Economia sono al momento l'unica certezza, mentre in Parlamento si discute un'ambiziosa proposta di riforma, propagandata come la panacea di tutti i mali, che si presenta nei fatti come un brusco ritorno allo statalismo.
Per una buona fetta (bipartisan) di politici, l'università è solo, per dirla con Reagan, “una belva da affamare”, una grana da gestire e non una risorsa sulla quale investire con coraggio per il bene del Paese. Nel modo di affrontare il suo futuro paiono mancare quel minimo di tensione ideale e di consapevolezza della sua natura indispensabili a gettare le basi di uno sviluppo di ampio respiro. Ci auguriamo di essere presto smentiti. L'attuale dibattito in Parlamento sulla riforma potrebbe essere la prima occasione per rimettere a tema l'università, per ridefinirne la missione e l'organizzazione e realisticamente immaginare strade alternative all'attuale paralisi istituzionale.
Se questo è il quadro, che senso ha candidarsi al Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e negli Organi Accademici del nostro Ateneo? Non ci illudiamo di poter risolvere noi problemi che, pur riguardandoci, competono al Parlamento, al Governo, al Ministro, ai Rettori e ai Presidi. Ma neppure ci rassegniamo a una tranquilla indifferenza o a ripetere slogan scontati e inconcludenti.
Fortunatamente l'università non è rispecchiata da quello che dicono certi editorialisti di grido e la possibilità di un'esperienza positiva non è un'utopia: incontriamo professori appassionati all'insegnamento, compagni con i quali condividere l'esigenza di conoscere e di compiersi, siamo noi stessi protagonisti di iniziative culturali e di solidarietà, di orientamento e di aiuto allo studio, per tentare di rispondere ai bisogni di tutti.
È in forza di questa positività presente che ha senso mettersi al lavoro. Non possiamo aspettare che qualcosa si muova nei palazzi della politica per esistere ed esprimere quello che siamo. In qualunque condizione l'università si trovi la presenza di persone che desiderano crescere e costruire, tese alla scoperta di un ideale per cui valga la pena vivere, è un'occasione per tutti e merita di essere il più possibile difesa e promossa.
Il primo contributo è quello di esserci, giorno per giorno, in università e negli organi accademici, esercitando una funzione critica e propositiva e allargando concretamente quegli spazi di libertà e di cambiamento che, anche in questa situazione, rimangono aperti.
PROGRAMMA D'ATENEO
1. Continueremo, come abbiamo sempre fatto, a sostenere il protagonismo e la libera iniziativa degli studenti. In questi anni si è vista una progressiva diminuzione della quota a disposizione delle associazioni studentesche: ci batteremo perché tale quota non subisca ulteriori riduzioni. Chiederemo inoltre una modifica del regolamento per l'attribuzione dei fondi affinché le associazioni e i gruppi studenteschi che intendano intraprendere delle attività possano venire a conoscenza della quota attribuita loro prima dell'inizio delle attività stesse.
2. Consapevoli della grave carenza di spazi per lo studio e per la vita studentesca nel polo di Veronetta, in questi anni abbiamo cercato di portare avanti più progetti per la realizzazione di nuove aule studio, bloccati a causa della carenza di fondi. Continueremo a batterci per sollecitare gli organi accademici nel non rinviare questa necessità impellente. Proporremo inoltre l'apertura delle aule didattiche fino alle ore 19:00 per consentire lo studio al loro interno utilizzando la videosorveglianza.
3. In questi anni siamo riusciti a mantenere sostanzialmente invariato il piano di contribuzione studentesca. Ci impegneremo per continuare il lavoro iniziato.
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1. Vista la scandalosa situazione della sola presenza di parcheggi “a pagamento” nelle vicinanze delle facoltà di Veronetta, chiederemo con forza all'amministrazione comunale la possibilità per gli studenti universitari di usufruire gratuitamente del parcheggio della caserma Santa Marta. Chiederemo inoltre una tariffa agevolata per i parcheggi a pagamento (strisce blu).
2. Le nostre richieste all'amministrazione comunale hanno contribuito alla creazione della linea H di collegamento tra i due poli. Chiederemo che il suo percorso sia sempre più adeguato alle esigenze degli studenti.
3. Ci proponiamo di individuare alcuni spazi da adibire a magazzino per i libri della biblioteca centrale Frinzi per favorire l'acquisto e la messa a disposizione di nuovi testi per la ricerca a la consultazione.
4. Chiederemo agli organi incaricati nelle diverse Facoltà una maggior cura nel coordinamento del programma Socrates-Erasmus e un maggiore coinvolgimento dei docenti Coordinatori nell'identificazione delle equipollenze possibili nelle diverse sedi, così da garantire allo studente in partenza la possibilità di un'esperienza fruttuosa anche dal punto di vista didattico.
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1. Ci impegneremo ad ottenere più qualità e spazi nelle mense.
2. L'attuale limite di 800 stampe complessive nell'aula informatica E.S.U. fa si che una volta superata tale quota non si possa più stampare. Chiediamo di garantire un minimo di 20 stampe per persona al fine di garantire la possibilità a ciascuno di usufruire di tale servizio.
Student Office Verona





